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Per uscire da una relazione sbagliata nascono i gruppi che curano il "mal d'amore"Homepage | Benessere | Psicologia | Post # 365 Come vincere il mal d'amore? Essere dipendenti affettivamente vuol dire non riuscire a troncare un rapporto poco sano, patologico e svalutante tanto da annientare l'autostima. Ma uscirne si può. Con i gruppi di auto-aiuto sul mal d'amore. Ad essere affette dalla dipendenza affettiva, secondo gli esperti, sono soprattutto donne di età compresa tra i trenta ed i sessanta anni: pochi i casi di under 30. E gli uomini? Secondo gli specialisti, tendono a non mettersi in discussione. Si è così ingabbiate in un rapporto distruttivo, in cui si arriva a sopportare anche tradimenti manifesti. In poche parole, una relazione caratterizzata da "strappi" e violenza psicologica. Tanti i motivi che, secondo gli addetti ai lavori, entrano in gioco, in particolar modo il tipo di educazione ricevuta, che continua, nonostante l'evoluzione dei tempi, a trasmettere l'idea che una donna sia davvero realizzata e "vincente", a livello personale e sociale, solo se diventa moglie e madre. E poi la paura della solitudine, che si ingigantisce con il passare dell'età e va di pari passo con l'avanzare delle lancette dell'orologio biologico. Ecco perché si finisce per rimanere tenacemente attaccate ad un rapporto che, nemmeno tanto inconsciamente, si sa andare in una direzione sbagliata e a cui non si sa dire basta per sempre... "Secondo la letteratura di settore - spiega Roberto Cavaliere, psicologo e psicoterapeuta, presidente dell'associazione Asipdar - questo modo di vivere e gestire i rapporti di coppia affonda le radici in un certo copione affettivo creatosi nella propria infanzia con la madre e/o un padre assente o ipercritico e svalutante". Quindi, secondo lo stesso Cavaliere, è nelle prime fasi della vita che si gettano le basi, solide o fragili, del rapporto con la figura maschile, perché "così come ci hanno insegnato ad amare da piccoli ameremo da grandi". A complicare il tutto ci si mettono le identità maschili e femminili che sembrano andare in direzioni opposte. Le donne, molto spesso, continuano a vedersi, infatti, come mogli e madri, mentre gli uomini preferiscono rapporti sporadici, ad intermittenza, ed in internet, che moltiplica esponenzialmente e velocizza le possibilità di contatto, trovano un valido alleato. Comunque, secondo il parere degli esperti, vivere determinate situazioni nella propria infanzia non porta necessariamente a diventare dipendenti affettivamente. "A fare la differenza - continua Cavaliere - possono essere i primi rapporti di coppia che, se vissuti positivamente, contribuiscono ad invertire la tendenza". Che fare, dunque se si scopre di essere dipendenti affettivamente? Il primo passo può essere aderire ad un gruppo di auto-aiuto sul mal d'amore (nato sul modello di quelli degli alcolisti anonimi). Si tratta di gruppi costituiti da persone che vivono diverse facce di una stessa condizione esistenziale ed emotiva e, attraverso il confronto con gli altri, trovano la strada per riappropriarsi della parte più positiva e propositiva di se stessi. A fare da "arbitro" il facilitatore, cioè una persona che ha superato almeno in parte o del tutto la situazione problematica e, soprattutto, conosce e sa gestire le dinamiche di gruppo, favorendo un dialogo "alla pari", dove ognuno abbia il suo spazio d'espressione. "I gruppi di auto-aiuto - evidenzia Cavaliere - riescono ad attivare velocemente le emozioni, per un effetto di risonanza. Quindi riescono a far uscire prima dal problema". Un effetto più rapido, quindi, che può essere associato alla terapia individuale per rafforzarne il risultato. "Per quanto mi riguarda, coniugo due approcci - ribadisce Cavaliere - uno classico-psicanalitico, di tipo freudiano, che serve a ripercorrere le tappe della storia familiare , trovando le cause di un atteggiamento, e l'altro di tipo comportamentale-strategico, che consiste nel dare alla paziente alcune precise prescrizioni comportamentali che ristabiliscano l'equilibrio emotivo". Secondo gli addetti al settore, i vantaggi di un approccio comportamentale-strategico, stanno nella possibilità di migliorare la qualità della vita della persona in tempi brevi, senza ricorrere, necessariamente, a terapie molto lunghe e spesso inutili. "L'obiettivo è raggiungere una ristrutturazione cognitiva - dice Cavaliere - in cui ad un certo punto si arrivi alla consapevolezza che peggio della solitudine, che tanto si teme e che genera insicurezza, è l'essere soli anche in un rapporto a due, prigioniere di una relazione patologica.". Come dire: meglio soli che male accompagnati, nascosti in un finto rapporto. A cambiare, secondo lo psicoterapeuta, è "solo il nome che si dà alla propria ansia". Alcuni le danno il nome di solitudine, altre di rapporto di coppia, che però tale non è. Raggiunta questa consapevolezza può finalmente arrivare la separazione. Per maggiori informazioni, collegati a www.maldamore.it TAGS - mal d amore, gruppi auto aiuto, gruppi mal d amore, terapia mal amore, dipendenza affettiva, autostima Altri post archiviati in Psicologia
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