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I cibi fuori stagione che inquinano il NataleHomepage | Benessere | Stili di Vita | Post # 492
Anche voi portere sulla tavola del vostro Natale qualche cibo esotico o fuori stagione che vi costerà un occhio della testa? Al di là dello spreco economico, avete mai pensato all'impatto ambientale di queste scelte? A fare un promemoria ha pensato la Coldiretti che ha presentato la lista nera dei consumi di Natale per contribuire ad orientarsi verso stili di vita più sobri e responsabili. Secondo lo studio della Coldiretti, negli ultimi dieci anni si è assistito in Italia ad una crescita esponenziale degli sbarchi di frutta straniera "contro" stagione come le more dal Messico (+6100 per cento), i mirtilli dall'Argentina (+560 per cento) o le ciliegie dal Cile (+122 per cento) i cui arrivi si concentrano proprio nel periodo di Natale. Il consumo durante le feste di fine anno di prodotti fuori stagione provenienti da migliaia di chilometri di distanza è una tendenza in forte ascesa che concorre a far saltare il budget dei cenoni con prezzi superiori ben oltre le dieci volte quelli di mele, pere, kiwi, uva, arance e clementine Made in Italy e appare del tutto ingiustificata perché si tratta spesso di prodotti poco gustosi e saporiti, essendo stati raccolti ad un grado di maturazione incompleto per poter resistere a viaggi di migliaia di chilometri percorsi su mezzi inquinanti che liberano nell'aria gas ad effetto serra. E' stato calcolato che - sottolinea la Coldiretti - un chilo di albicocche australiane viaggiano per oltre sedicimila km, bruciano 9,4 chili di petrolio e liberano 29,3 chili di anidride carbonica; un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l'emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall'Argentina deve volare per più di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica attraverso il trasporto con mezzi aerei. Tra i prodotti più diffusi che rischiano di "inquinare il Natale" ci sono anche - continua la Coldiretti - le angurie del Brasile, le more dal Messico, gli asparagi dal Perù, i meloni dal Guadalupe e i fagiolini dall'Egitto. Per alcuni di questi prodotti non ci sono solo problemi per motivi ambientali, ma ci sono anche perplessità di carattere sanitario. LA TOP TEN DEI CIBI CHE INQUINANO IL NATALE
TAGS - prodotti alimentari, inquinamento, effetto serra, eco benessere, prodotti biologici, frutta e verdura di stagione, tavola di natale, cibi esotici Altri post archiviati in Stili di Vita |
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